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Il libretto delle immersioni: cosa chiede la legge 70/2026

Legge 7 maggio 2026, n. 70 — in vigore dal 10 maggio 2026 · pagina aggiornata il 29 agosto 2026

Questa pagina non è un parere legale. È una lettura del testo di legge, con i collegamenti alla Gazzetta Ufficiale in fondo perché tu possa leggerlo per intero. Non sostituisce il parere di chi il diritto lo interpreta di mestiere, e per una situazione concreta è a quello che bisogna rivolgersi.

In breve. Dal 10 maggio 2026 il subacqueo deve essere dotato di brevetto e di libretto delle immersioni. Le voci da annotare sono tredici, non quindici. Il testo di legge ammette espressamente il formato digitale. Non esiste un modello ufficiale da riprodurre. Chi ne è privo rischia una sanzione da 500 a 1.500 euro.

1. Le leggi sono due, e una non c'entra

Nel 2026 il Parlamento ha approvato due leggi che toccano la subacquea, e scambiarle è l'errore più diffuso: molti cercano quella sbagliata.

La legge 26 gennaio 2026, n. 9 — «Disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee» — istituisce l'Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee e disciplina la subacquea professionale e industriale. È quella di cui si è parlato di più, ed è quella che a chi si immerge per diporto non si applica: l'art. 1, comma 2 esclude espressamente «le attività turistico-ricreative e quelle svolte per fini sportivi».

La legge che riguarda chi si immerge per piacere è la legge 7 maggio 2026, n. 70, «Valorizzazione della risorsa mare», pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026 ed entrata in vigore il 10 maggio 2026. Il suo Capo III, articoli da 8 a 15, disciplina la subacquea ricreativa.

Gli obblighi del Capo III sono auto-applicativi: valgono da subito e non aspettano decreti. I tre provvedimenti attuativi che la legge prevede — le linee guida ISPRA, la certificazione delle attrezzature, le zone di interesse turistico subacqueo — riguardano altro, e alla data di questa pagina non risultano emanati.

2. Cosa chiede l'art. 12, comma 8

«Il subacqueo deve essere dotato di brevetto … nonché di libretto delle immersioni, nel quale devono essere annotati, anche in formato digitale

Brevetto e libretto stanno nella stessa frase: la norma li chiede insieme. E dice una cosa che vale la pena rileggere — «anche in formato digitale» è nel testo di legge. Non è una prassi tollerata, non è l'interpretazione benevola di qualcuno: un'applicazione, un file o una stampa valgono quanto un quaderno, perché è la legge stessa a dirlo.

3. Le voci sono tredici, non quindici

In rete si legge spesso «quindici campi». Non sono quindici, e l'errore ha una spiegazione precisa: l'italiano giuridico salta la j e la k nelle elencazioni. Le lettere vanno da a) a i), e poi proseguono con l), m), n), o). Chi ne conta quindici ha contato l'alfabeto invece di leggere il testo.

Messe in fila sono, di fatto, uno schema di dati imposto per legge: qualunque sia il supporto, il libretto deve poter mostrare queste tredici cose. Vale la pena notare che due di esse — la i) e la l) — sono profondità diverse: quella programmata e quella raggiunta. Confonderle è comodo e sbagliato.

4. Non esiste un modello ufficiale

La legge non allega un facsimile del libretto e non ne rinvia uno a un decreto successivo. Le tredici lettere sono l'unico vincolo di forma: un libretto che le contiene tutte soddisfa il testo, sia esso un quaderno, un foglio elettronico o un'applicazione. Non c'è nulla da acquistare, nulla da far vidimare, nessun timbro previsto.

5. La firma è una firma

La lettera o) chiede la «firma del soggetto di cui alla lettera n)», cioè dell'istruttore o della guida. Dice «firma», e si ferma lì: non «firma elettronica qualificata», non «firma digitale». Nella legge non c'è nulla che imponga di più. Un tratto lasciato sullo schermo e conservato insieme al nome di chi lo ha lasciato e alla data soddisfa il testo tanto quanto un segno di penna.

6. Cosa la legge non dice

Su una norma nuova l'elenco di quello che non c'è conta quanto l'elenco di quello che c'è: è nei vuoti che nascono le voci. Nel Capo III della legge 70/2026 non si trova nulla di tutto questo.

7. Chi si immerge per conto proprio

Qui il testo lascia una domanda aperta, e vale la pena dirlo invece di far finta di niente. Il comma 8 sta dentro l'articolo 12, che disciplina i centri di immersione, e tre delle tredici lettere — m) il centro, n) la guida, o) la sua firma — danno per scontato che un centro e una guida ci siano. L'art. 10, comma 3 assoggetta però al Capo III anche le immersioni dei privati.

Se il libretto sia obbligatorio anche per chi si immerge da solo o fra amici, senza centro e senza guida, il testo non lo chiarisce, e non risultano prassi consolidate o pronunce che lo abbiano risolto. Chi afferma con sicurezza l'una o l'altra cosa sta interpretando, non citando. Questa pagina si ferma a dichiarare l'ambiguità: risolverla non spetta a un sito.

8. Le sanzioni, e su chi cadono

L'art. 15 prevede sanzioni amministrative pecuniarie. Quella che riguarda il libretto è una sola.

Violazione dell'obbligo di brevetto e libretto delle immersioni (art. 12, comma 8): da 500 a 1.500 euro.

Cade sul subacqueo. Per gli obblighi di registrazione che gravano sul centro (commi 3 e 4) la sanzione va da 1.000 a 3.000 euro. L'autorità competente a irrogarla la individua la Regione: finché le Regioni non provvedono, l'applicazione pratica resta incerta.

9. L'altro registro, quello del centro

Il libretto del subacqueo si confonde facilmente con il registro che l'art. 12, commi da 3 a 5 mette in capo al centro di immersione. Sono due documenti diversi, tenuti da soggetti diversi.

Il centro annota prima dell'immersione il brevetto di ciascun partecipante, l'orario di inizio e il nome della guida; dopo, l'orario di fine, la profondità massima raggiunta, il tipo di autorespiratore e la miscela. Conserva il tutto per almeno sei mesi, a disposizione delle autorità in caso di accertamento. Il libretto, invece, è del subacqueo e lo segue.

10. Tenere il libretto con MyDiveLog

MyDiveLog è il logbook subacqueo di questo sito: gratuito, a codice aperto, con l'archivio che resta sul dispositivo. Tiene tutti i dati previsti dall'art. 12, comma 8 della legge 70/2026 — tutte e tredici le lettere, compresa la firma della guida, raccolta col dito sullo schermo — e le esporta in PDF, una pagina per immersione, dal Mac e anche dall'iPhone. Un libretto serve nel momento in cui qualcuno lo chiede, ed è lì che deve poter uscire.

Quello che manca resta un trattino: la profondità programmata non diventa mai quella raggiunta e nessun campo si riempie da solo. Su un documento che qualcun altro controfirma, un dato inventato è peggio di un dato mancante. E niente è obbligatorio dentro l'applicazione: un'immersione fra amici non ha un centro né una guida, e nessun campo diventa rosso per questo.

MyDiveLog non si dichiara «conforme» a nulla, e questa pagina non lo fa al posto suo. Un'applicazione può contenere i campi previsti dalla norma; la conformità è di chi compila il libretto, non del quaderno. Resta poi aperta la questione del punto 7: se l'obbligo valga anche per chi si immerge per conto proprio, il testo non lo dice.

11. Fonti